Da www.ildialogo.org

Al Ahzar e il Gran Mufti dell’Egitto: no alle Mutilazioni Genitali Femminili

 

 

di Alessia de Luca Tupputi

Esperti islamici riuniti al Cairo condannano le mutilazioni genitali femminili

Egitto - Il Cairo - 05.1.2007
Una cattiva interpretazione

da
www.peacereporter.net


I media egiziani l’hanno definita una "piccola rivoluzione", ma ad attirare l’attenzione della carta stampata e delle tv locali non è stato un colpo di Stato o una protesta dell’opposizione. Si è trattato invece della riunione, svoltasi al Cairo, tra esponenti di alto rango delle istituzioni islamiche egiziane e africane, che hanno condannato senza appello la pratica delle mutilazioni genitali femminili.

Una pratica non islamica.

 All’incontro, organizzato da una Organizzazione non governativa tedesca, hanno partecipato personalità come il ministro per gli Affari Religiosi Hamdi Zaqzouq, l’imam di al-Azhar, Mohammed Sayyed Al Tantawi e il Gran Mufti d’Egitto, Ali Gomaa. "Il profeta non fece circoncidere le sue figlie", ha ricordato quest’ultimo nel corso del suo intervento, spiegando che "il Corano vieta ai fedeli di commettere violenze fisiche o mentali contro il prossimo" e che pertanto la pratica della mutilazione genitale femminile deve essere considerata "un peccato" per ogni musulmano.
Anche l’imam al-Tantawi si è schierato contro questa "tradizione pre-islamica” che, ha detto, "non viene menzionata nel Corano e neanche nella Sunna (raccolta dei detti del Profeta, ndr)", citando le due principali fonti di legge secondo l’Islam. E ha sottolineato che "l’Islam prescrive la circoncisione solo per gli uomini, ma non cita nessun obbligo nei confronti delle donne".