ADAMO
(pace su di lui)
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"In verità Allah ha eletto Adamo e Noè e la famiglia di di Abramo e la famiglia di Imran (*) al di sopra del resto del creato [in quanto] discendenti gli uni degli altri. Allah è audiente, sapiente." (Corano, sura 3, "Al Imran", v. n. 33,34)
(*)Imran fu il padre di Aronne e Mosè - pace su tutti loro.
I primi esseri creati da Allah che popolarono la terra, furono i Jann, una categoria di Jinn che a loro volta sono una categoria di angeli. I Jann, purtroppo sparsero la corruzione sulla terra, e i Jinn, capitanati da Al Harit (che a quel tempo era il guardiano dei tesori del Paradiso), li combatterono per ordine Divino e li sconfissero. Al Harit diventò però superbo, e credette di aver avuto successo grazie a sé stesso e non al potere che Dio gli concesse. Dopo ciò, conoscendo bene ciò che l' animo del capo dei Jinn celava, Allah decise di porre una creatura nuova sulla terra, al quale avrebbe affidato la funzione di vicario, luogotenente.
Gli angeli inizialmente, non conoscendo ovviamente la situazione come solo Dio può fare, chiesero il perchè di quella decisione, temendo che nuove creature avrebbero potuto nuovamente creare disordini come era accaduto in precedenza. Allah rispose loro: "In verità Io so quello che voi non sapete". Quindi ordinò ad alcuni dei Suoi angeli di andare a prendere, nel luogo esatto ove oggigiorno sorge la Sacra Ka' aba, dell' argilla con la quale avrebbe dato forma alla nuova creazione. Inizialmente, andarono Jibril e Mikail, ma non poterono adempiere al loro compito perchè la terra stessa, temendo che le creature formate dalla materia da essa prelevata potessero compiere azioni infami, giurò su Allah che i due angeli non la avrebbero di fatto presa.
E così accadde, in quanto i due servi di Dio vollero rispettare il giuramento fatto in Suo Nome. Un terzo angelo, Iz' rail (l' angelo della morte), ricevette lo stesso ordine dall' Altissimo, e, nonostante la terra fece il medesimo giuramento, egli prelevò ugualmente i quattro tipi di argilla (nera, bianca, rossa e blu) che Allah gli chiese, in quanto riteneva che obbedire all' ordine del Creatore fosse più importante che rispettare quel giuramento. Quindi consegnò il tutto ad Allah, che diede forma ad Adamo.
"... in verità li creammo di argilla impastata" (Corano, 37, 11)
L' Altissimo, lasciò seccare al sole la terra, quindi plasmò con la sua stessa mano il primo uomo, e gli diede la forma che tutti noi abbiamo ancor' oggi. La creatura, rimase a riposare inattiva per quaranta giorni, e durante questo periodo, Al Harit andava a vederlo, provando curiosità ma anche astio verso quel nuovo essere, e lo colpiva con il piede. Un giorno disse ad Adamo, ancora inerte, che se avesse avuto autorità su di lui, lo avrebbe sicuramente annientato, e, nel caso contrario, gli avrebbe disubbidito. Questo era ciò che Allah aveva visto in lui: malanimo e cattive intenzioni, superbia e vanagloria.
Dopo questo periodo di attesa, Allah diede la vita ad Adamo, soffiando in lui il Suo Sublime Spirito. Il primo uomo (e Inviato di Dio), si animò e starnutì, e le prime parole che pronunciò, ispirate dall' Altissimo, furono "Al hamdu lillahi Rabbi' l alamin!" (La Lode appartiene ad Allah, Signore dei mondi!), e Allah gli rispose "Che Allah abbia misericordia di te, o Adamo". Successivamente, L' Altissimo ordinò agli angeli che combatterono a fianco di Al Harit e a lui stesso di prosternarsi davanti ad Adamo, in modo da riconoscerlo come luogotenente. Tutti obbedirono, eccetto Al Harit che si ribellò, dicendo che si sentiva migliore della nuova creatura, in quanto creato da Dio dal fuoco e non dalla semplice terra, dimostrando tutta l' invidia e la malvagità celata dentro di sé. Questo grave atto di ribellione contro l' Altissimo costò caro ad Al Harit, che da quel giorno venne da Lui privato da ogni speranza di bene, e fece anche di lui un "ribelle lapidato" (in arabo shaitan rajim, ovvero satana). Venne poi rinominato Iblis, ovvero l' afflitto, il disperato.
Poi L' Altissimo insegnò al primo uomo i nomi di tutte le cose, ed Adamo successivamente, dietro ordine Divino, li rese noti agli angeli, che Allah mise precedentemente alla prova chiedendo loro se erano a conoscenza di questi nomi, prova che ovviamente non poterono superare in quanto non ancora istruiti da Lui. Questo accadde per far capire loro che non dovevano discutere le Sue intenzioni (in quel caso, il riferimento era a riguardo della protesta fatta per timore che le nuove creature potessero nuovamente commettere il male sulla terra come fecero i Jann da loro sconfitti). Gli angeli perciò capirono che L' Altissimo li rimproverava in quanto non dovevano discutere di ciò che solo Lui ha il potere di conoscere, e quindi dissero "Gloria a Te. Noi ritorniamo a Te. Non abbiamo altra scienza che quella che Tu ci hai insegnato", riconoscendo in questo modo il proprio errore. Quindi Egli, nella sua Infinita Maestà, disse ad Adamo di informarli a riguardo, e poi ricordò loro che gli aveva già detto che soltanto Lui conosce l' invisibile, compreso ciò che era celato nel cuore di Iblis.
Quindi Allah permise ad Adamo e ad Eva, la sua sposa (tratta successivamente da Adamo) di abitare il Paradiso, di saziarsi delle delizie in esso presenti a loro piacimento, con l' unica interdizione di non avvicinarsi ad un determinato albero. Quell' albero, era il simbolo dell' obbedienza verso Dio. Purtroppo, però, a causa delle suggestioni di Iblis, Adamo ed Eva non rispettarono le condizioni poste dall' Altissimo, e si cibarono proprio dei frutti della pianta proibita, perciò Egli li scacciò dal Paradiso e li mandò sulla terra con Iblis, da sempre loro dichiarato nemico.
Comunque il Creatore, nella Sua Immensa Bontà, ispirò nell' animo di Adamo, che ancora non era capace di nutrirlo, il sentimento del rimorso, e gli insegnò come pentirsi ed emendarsi dal suo grave peccato di disobbedienza a Colui che lo aveva creato, che gli aveva donato una splendida dimora nel Suo Paradiso e che in cambio aveva chiesto soltanto un minimo sforzo di obbedienza, che però l' uomo, data la sua natura talvolta corruttibile, non riuscì a compiere. Una volta sulla terra, dopo aver accettato il pentimento di Adamo, Egli disse loro che vi avrebbero risieduto per un periodo limitato di tempo, e che se avessero in futuro obbedito alle sue Leggi sarebbero stati felici nell' Altra Vita (il Corano spiega molto dettagliatamente anche questa situazione nel versetto 38 della sura 2: "Dicemmo :- Andatevene via tutti [quanti]! Se mai vi giungerà una guida da parte Mia(*), coloro che la seguiranno non avranno nulla da temere e non saranno afflitti-".(*) Con queste parole, Allah preannunciò loro le future Rivelazioni da parte Sua dei Libri Sacri).
Dopo quel peccato e dopo essersi pentiti, Adamo ed Eva non disobbedirono mai più agli ordini Divini, e generarono sulla terra molti figli, dai quali tutti noi abbiamo avuto origine. Adamo ebbe una vita lunghissima (la tradizione afferma circa mille anni!) e, durante quel periodo, visse secondo le Leggi di Allah, pregandolo, glorificandolo e non associando mai nessuno a Lui, rispettando così la Sua Volontà e guadagnandosi, con la sua vita esemplare vissuta nel timore devoto e nell' amore per Dio, il Paradiso, nel quale vivrà in eterno assieme a tutti i suoi discendenti (anche del giorno d' oggi) che avranno seguito le disposizioni Divine e che avranno rivolto le proprie preghiere e le proprie speranze all' Unico Dio. Che Allah gli doni la pace, e che sia soddisfatto di Eva, sua pia sposa.
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(Il riassunto della storia di Adamo è stato costruito in base ai versetti e ad una delle appendici del Sacro Corano, edizione tradotta in italiano a cura di Hamza Roberto Piccardo, acquistabile on line - vedere la pagina dei siti consigliati-)